Siccità in Italia: estate 2020 a rischio

Siccità in Italia: estate 2020 a rischio

Come nel 2017 anche questa estate potrebbe essere reale il rischio siccità in Italia, da nord a sud. E’ di questi giorni infatti la notizia diffusa da molte testate, di un’imminente crisi idrica. La causa? Le bassissime piogge di inverno e primavera 2020. In particolare, lanciano l’allarme siccità Coldiretti, Isac-Cnr, Meteo Expert e Meteo.it e l’Osservatorio Permanente sull’utilizzo delle Risorse Idriche. Insomma, tutti gli esperti nel campo e tutti i comitati scientifici dedicati gridano ad una possibile crisi idrica paragonabile alla terribile stagione 2017.
Per ricordarvi la portata del danno vissuto tre anni fa vogliamo darvi qualche numero, da cui possiamo dirvi che alcuni settori si erano appena ripresi.

La siccità in Italia nell’estate 2017: cosa è successo

I primi segnali di una prossima crisi idrica erano sorti a gennaio 2016. Tra gennaio e febbraio infatti molti esperti iniziarono a lanciare allarmi sulla quantità precipitazioni che era caduta durante l’autunno-inverno: mai così bassa. Nello stesso periodo, anche in altre parti del mondo si stava soffrendo di siccità: ricordiamo solo il caso dell’Etiopia che durante l’anno soffrì la più grave siccità in 30 anni. Tuttavia, è nel periodo primaverile-estivo che l’emergenza ha toccato il suo picco con una riduzione dal 26% al 50% delle precipitazioni medie. In particolare, a giugno 2017 il deficit precipitativo ha colpito tutte le regioni centrali e settentrionali con diminuzioni tra il 60 e l’80% rispetto alla media.

Inoltre, ricordiamo tutti bene come le ondate di calore di luglio e agosto siano state estremamente intense e prolungate su tutto il territorio nazionale con diverse zone oltre i 40° per diversi giorni. Tutto questo, sommato al deficit pluviometrico accumulatosi a partire dall’autunno 2016 face scoppiare una vera e propria crisi idrica. Molte regioni tra cui in particolare Emilia Romagna, Lazio, Toscana e Sardegna, furono costrette a chiedere lo stato di emergenza.

Alcuni dati reali dal 2017

Indicativa della gravità della situazione siccità in Italia in quell’anno è il grafico diffuso nel 2017 nel report sulla rivista Ecoscienza dell’Arpa Emilia Romagna che vi lasciamo in allegato per approfondimento.

siccità in italia 2017
Scarti delle precipitazioni di 2016-2017 con la media (Fonte Protezione Civile)

In tutto vennero a mancare circa 39 miliardi di metri cubi d’acqua, pari ad un terzo in meno delle precipitazioni solo nel periodo gennaio-agosto 2017. Senza tenere conto inoltre della già grave situazione di siccità derivante da un secco 2016. I danni all’agricoltura furono gravissimi: oltre 2 miliardi di euro, di cui più di un miliardo solo nel Mezzogiorno. Fu dichiarato lo stato di calamità naturale. E tutto questo ha terribilmente a che fare con quello che sta succedendo in questo già tristemente colpito dalla crisi economica Covid19.

Confronto portata dei maggiori fiumi italiani 2017 – media 1981/2010 (Fonte ISTAT)

Allarme siccità in Italia per l’estate 2020

La Coldiretti ci avvisa che la situazione piogge è oggi peggiore che nel 2017 e l’Italia deve attendersi un’ondata di siccità di pari gravità. Inoltre, questo 2020 ha battuto nuovamente il record di anno – finora- più caldo degli ultimi 200 anni con temperature di oltre 1.5° superiori alle medie. Parlando di primavera, Coldiretti ci avvisa che è stata la più secca dal 1960. Ad essere più colpito è quest’anno il Nord Italia con un deficit ad aprile 2020 del 70% rispetto alla media. Al secondo posto il Centro (-59%) seguito dal Sud (-41%) secondo i dati di Meteo Expert – Meteo.it. Alcuni dei dati più allarmanti provengono proprio dal Nord e Centro Italia.

  • Il Po è già ora a livelli solitamente registrati ad agosto
  • I laghi di Fusine in Friuli Venezia Giulia sono praticamente a secco
  • Il Lago di Como, il Lago d’Iseo e il Lago Maggiore sono già in deficit di riempimento di valori percentuali dal 75% al 50%

Cause e conseguenze

Questi solo alcune delle situazioni già critiche che potrebbero peggiorare pericolosamente nelle prossime settimane. La situazione infatti si profila con il medesimo andamento della crisi 2016-2017 e caratterizzata dagli stessi elementi causali.

  • Lungo periodo di deficit precipitativo derivato da un 2019 poco piovoso
  • Primavera 2020 estremamente secca
  • Temperature sopra la media e previsioni estive caratterizzate da import.anti ondate di calore ed anticicloni africani

Sono già iniziate le procedure di ritenzione delle acque per prepararsi alla resistenza estiva. Tuttavia ci chiediamo, fino a quanto l’Italia potrà resistere a sempre più ravvicinate ondate di siccità senza una strategia condivisa e di lungo termine? Negli ultimi 10 anni sono andati in fumo ben 14 miliardi di euro per danni causati dalle ondate di siccità in Italia. Risorse che avrebbero potuto essere invece investite in un miglioramento delle tecnologie idriche per l’agricoltura. E’ ormai chiaro che non si tratta più di eventi eccezionali ma che la tropicalizzazione del clima italiano causata dai cambiamenti climatici non solo sta avvenendo ma è già realtà nelle regioni meridionali. Le parole del presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo sono molto chiare sull’argomento.

Appare difficile continuare a parlare della tropicalizzazione del clima come di un evento eccezionale da gestire in situazioni di emergenza. Se vogliamo continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi; occorrono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini aziendali e utilizzando anche le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere l’acqua piovana.

Tanto più se si tiene conto degli ultimi dati sulla desertificazione in Italia.

La desertificazione in Italia: accenni di un futuro non troppo lontano

La desertificazione è un fenomeno di cui si sente parlare da molti anni e sul quale gli esperti lanciano allarmi, per lo più inascoltati da diversi decenni. Ma se prima era possibile – per quanto sia inaccettabile – per lo stato italiano disinteressarsi all’argomento, oggi non lo è più. La desertificazione non è qualcosa che accade solo in Africa o in Medio Oriente, la desertificazione è in Italia: qui ed ora.

La Grecia, la penisola Balcanica e l’Italia sono infatti le regioni del continente europeo più a rischio desertificazione: nell’estate 2019 Coldiretti ha dichiarato a rischio il 20% del territorio italiano. Per chiarire meglio la portata della dichiarazione stiamo parlando di oltre 60 mila chilometri quadrati di territorio che rischia di diventare arido e incapace di produzione agricola. Si parla di un’area equivalente all’estensione totale di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Un territorio pari a tre regioni italiane potrebbe diventare sterile, infertile, incoltivabile e inadatto persino all’allevamento animale. Le regioni più a rischio? Chiaramente quelle meridionali: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

E’ cristallino come l’Italia debba iniziare a considerare l’acqua come una risorsa scarsa ed a gestirla come tale per poter affrontare le sfide che il cambiamento climatico pone. Tra le quali ci sarà purtroppo, in Italia, quella della siccità dell’estate 2020.Vi consigliamo in merito di leggere l’articolo di Fabio Signorello apparso sulla rivista Ambiente e pubblicato sul nostro portale.

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